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Compagnia Teatrale : "I PAPPICI" di Salerno - "Don Giovanni Innamorato" Domenica 24 Gennaio 2016,Ore 19,30.

Dopo mesi di preparazione, lavoro e studio, siamo lieti di presentare lo spettacolo di Domenica 24 Gennaio 2016, ore 19,30, presso l'Auditorium del Centro Sociale Sindacale CGIL-CISL-UIL di Montoro,nell’ambito della XX Edizione della Rassegna Teatrale: “ Festival Regionale del Teatro Amatoriale “Città di Montoro”, della Compagnia Teatrale :” I PAPPICI” di Salerno con l'opera "Don Giovanni Innamorato", commedia radiofonica in due atti di Samy Fayad, di cui per la prima volta, si ripropone un adattamento teatrale. La prima di questo brillante spettacolo ha avuto luogo presso il Salon Park del Dopo Lavoro Ferroviario di Salerno, che, in estate 2015, ha ospitato la Compagnia Salernitana. Don Giovanni Innamorato,con cui Fayad vinse il secondo premio Nazionale Radiodrammatico nel 1952, è un’opera gustosissima e divertente. Una storia picaresca, ricca, colorata, farsesca, e qualche volta addirittura gentile, strutturata per blocchi di scene, talora smaliziate, talora esilaranti, condite dal temperamento pigro, istintivo, spagnolesco e filosofante che rimanda alla memoria le avventure di Don Chisciotte e del fedele Sancho Panza. Lo scrittore Fayad trova inesauribile fonte d’ispirazione nel caratteristico temperamento pigro,istintivo, spagnolesco e filosofante, spregiudicato e bigotto della gente meridionale (non importa se del Sudamerica o del Sudeuropa). I suoi personaggi sono indigeni di una dimensione geografica che li rende simbolici campioni di un’ antichissima civiltà che trova nell’ intima bianca ed infantile follia un’ ancestrale e maliziosa saggezza. Una saggezza che dà tono a una specie di eroismo che sa piegarsi e dimenticarsi nelle più granose sicure e raffinate dolcezze della vita quotidiana. Un gioco fine a se stesso di furori e di atteggiamenti, una concezione romanzesca e lirica dell’ esistenza. Un “esistenzialismo” alla rovescia nel quale l’uomo,nei suoi limiti e nelle sue debolezze, rifiuta l’ angoscia, e per fuggirne il malanno si maschera da leone, da eroe. E il travestimento non lo umilia, anzi lo diverte, lo esalta. Fayad ci propone, dunque, un “ modo di essere” veramente saggio e profondo: ci propone una civiltà di uomini felici sulle orme di Don Chisciotte: Ci riporta al gusto perduto del gioco infantile, lussureggiante e solare. Un doveroso e quanto mai sentito ringraziamento va all'instancabile animatrice e responsabile della Compagnia Teatrale "I Pappici", Rosita Sabetta, per la regia e per gli splendidi costumi di fine ottocento.

 

 

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